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ROBERTO PEZZINI IN “SOSTRANO”

Ecco a voi “Sostrano” il primo album di Roberto Pezzini, nato a Milano nel 1978 ma cresciuto nel piccolo comune di Vigano Certosino, il quale esordisce con la musica vincendo i primi concorsi canori cantando cover nel suo paese. A 14 anni Roberto compone la sua prima canzone e da quel momento in poi, non ha più smesso di cantare e suonare. Generi musicali fra loro contrastanti ma uniti dal comune accordo con la propria interiorità… E’ l’ estate del 2017 in cui, durante il cammino di Santiago, l’artista scrive 10 pezzi in soli due mesi, quella del  2012 in cui l’idea di fare della musica il proprio progetto di vita, diventa un percorso chiaro e definito dentro cui delineare un filo diretto con la musica e con tutti le sue sfumature.

Proprio  nel 2012 Roberto inizia una fase creativa particolarmente ricca che lo porta a scrivere diverse canzoni, si fa strada quindi la convinzione dentro di lui, di far ascoltare tali “tracce di sé” alla gente e di portare le sue canzoni in giro per i locali, con diverse formazioni acustiche. Nel 2014 fonda quindi la sua vera band con la quale incide il suo primo demo inserendo due suoi brani: “Sostrano” e “Meglio le scimmie con le banane”, i quali gli permettono di girare  l’Italia dal nord al sud, partecipando a diversi concorsi nazionali e ricevendo vari premi e riconoscimenti. Nel 2016 mette in piedi un nuovo gruppo e inizia le sessioni di prove e le registrazioni dei nove brani che poi andranno a finire nel suo album di debutto  “Sostrano”, uscito nel marzo 2018, dove Roberto, oltre che come cantante e chitarrista, è presente anche come autore, arrangiatore e produttore.

pezzini

Il titolo dell’album non è soltanto il titolo della traccia di apertura dell’album ma anche dell’appellativo  conci spesso, Roberto viene denominato dalle persone. Un modo anche questo per definire un’identità musicale, ma a che una cifra stilistica: il raccontarsi stesso dell’artista che deriva dalle sue canzoni e dalla fonte di ispirazione che ne hanno dato vita. A tale riguardo si può ben dire che lo sfondo generativo sia plurimo e di notevole profondità: nell’album si ritrovano testi incentrati su temi sociali, dando sempre il dovuto spazio all’ironia, muovendosi in un genere che partendo dal cantautorato italiano moderno (che ha molto a che fare con il filone rock indipendente), non rinnega talune influenze reggae, grunge  e addirittura folk, in un perfetto equilibrio tra leggerezza e serietà. Un progetto autoprodotto in tutto e per tutto ma che riporta l’entusiasmo e la volontà di esprimersi al meglio, restando al passio con tempi, tra una scoperta e una riscoperta…

Sonia Bellin

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