IL ROCK UNDERGROUND DEGLI EXTROVER 1.0 in “BELLO RAGAZZO”

Ad incarnare il miglior rock underground , ecco affacciarsi nel panorama indipendente italiano una band che, nonostante sia soltanto al primo album, di strada ne ha già percorsa parecchia, sperimentando sonorità e chiavi di lettura che, prendendo ispirazione dal rock più schietto, ha posto le basi di una fisionomia musicale libera e conscia delle proprie potenzialità. Prendendo spunto da una band di cui riproducono per lungo tempo i brani più famosi, gli EXTROVER 1.0, nascono negli ormai lontani anni 90 come OZENAM; ben presto il desiderio di proporre qualcosa di proprio si fa strada e la band dà alla luce il primo singolo “CAMBIO ROTTA”, che già nel titolo, rivela la volontà di porre una svolta al proprio percorso musicale e di apportare alla propria musica una ventata d’aria fresca. Ma ecco che il leader SCHEPIS, intraprende un progetto solista, che però, in un secondo momento coinvolge anche la band, dove brani inediti con testi in lingua italiana, si affidano ad un sound rockeggiante, incastonato fra richiami elettronici direttamente affluito dal rock più moderno e contemporaneo. Alcuni rimandi agli esordi degli inglesi Franz Ferdinand, pongono in risalto la voglia di sfidare ogni aspettativa e ogni regola, per rimettere in discussione ogni volta, i criteri di uno sviluppo armonico al solo servizio della sperimentazione.

Ispirato dal secondo genito di Schepis e prodotto presso Soundvision Studio, “BELLO RAGAZZO” rappresenta quel tentativo di conformazione ad una società che- dietro l’imposizione di modelli i quali, a discapito del titolo, non sono solo estetici- impone agli individui ivi presenti di indossare una sorta di maschera, nascondendo così la propria personalità. Tale omologazione, che rende ogni elemento di un insieme uguale a se stesso, non solo annulla determinati aspetti del proprio carattere, ma rende anche impossibile la concezione di un’opinione personale, risultato di una forma di pensiero libera, che certo, nel rispondere a certi canoni inaggirabili, sappia però adottare una conformazione senza vincoli precostruiti. Se andiamo indietro nel tempo, già Luigi Pirandello aveva ben espresso tale concetto della maschera nei rapporti sociali: ci si rende conto allora, di quanto non sia una novità la messa in gioco di ruoli come questi- per usare una metafora che ha valore in ambito teatrale- tuttavia oggi, quella che ieri era una constatazione, diventa una questione urgente che una band come gli EXTROVER 1.0 , ha deciso di esprimere attraverso un canale, quello della musica, che nell’universalità della sua ricezione, potrà davvero inquadrare il problema dalla giusta angolatura.

Sonia Bellin

schepis

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