FABIEN FRIGERIO: L’INTERVISTA

Un caloroso benvenuto a Fabien Frigerio, in arte FABIEN PH, cantautore che inizia il suo percorso artistico con il freestyle, genere che tutt’ora influenza i suoi ritmi e le sue composizioni.

Quelle di Fabien sono visioni del mondo che lui mette in musica, trasformandole in canzoni,  come ha fatto in “PRENDI TUTTO” , lultimo singolo da poco in radio, ma che ha già ottenuto un notevole riscontro in termini di passaggi …

Lo abbiamo intervistato per saperne un po’ di più a riguardo…

Ciao Fabien,

allora “PRENDI TUTTO” è una brano che, prendendo le distanze da ogni intento moralistico, descrive in chiave ironica, le contraddizioni sulla società odierna…

C’è anche un video, visualizzabile su You Tube, che in modo irriverente ci riporta ad una realtà quotidiana che ha dell’assurdo. Ritieni che il linguaggio adoperato, fatto di immagini ma anche di chiare provocazioni, sia quello più diretto e quindi più efficace oggigiorno, in cui è necessario mantenere continuamente alto il livello dell’attenzione del pubblico, spesso troppo distratto dalla marea di informazioni?

In un brano di questo tipo credo sia il linguaggio corretto, se avessi scelto delle parole più complesse si sarebbe potuto perdere il concetto del brano che già di per se richiede una minima analisi per riuscire a contestualizzare il ritornello con le strofe. Sicuramente per temi come l’amore avrei utilizzato un linguaggio più “poetico” …

E mentre mi critichi ad un centimetro, io non ti sento perché, ho voci in tesa che gridano…” A proposito di linguaggio tale frase, estratta dal brano, diventa emblematica se riferita a quanti sono pronti a giudicare i comportamenti altrui, ma sempre reticenti nell’approfondire la visione dell’altro e quindi la causa di taluni loro atteggiamenti o opinioni…Cosa ne pensi a riguardo?

Credo che tutti noi spesso sprofondiamo nel dare giudizi affrettati, questo a causa del modo caotico che abbiamo di vivere la quotidianità, ma soprattutto del modo caotico che abbiamo di convivere con noi stessi. Quando scrivo e canto non cerco un giudizio o un parere, non voglio mettermi in mano a dei giudici pronti a dirmi BRAVO o FAI SCHIFO, quando scrivo o canto sto semplicemente raccontando un mio pensiero, una mia esperienza, una mia speranza o un sogno e nessuno può giudicarlo. Con le mie parole mi piacerebbe poter essere un aiuto mostrando un altro punto di vista, far arrivare un po’ d’amore a chi ne ha bisogno o semplicemente far si che chi ascolta non si senta solo. Forse sono ambizioso, ma questo è ciò che vorrei fare con la mia musica.

Il genere di “PRENDI TUTTO” è funky /rap, tuttavia il tuo mondo musicale è stato da sempre aperto alle contaminazioni, dove si riscontra anche un eco di soul; c’è un genere che ti ha influenzato maggiormente nella tua formazione…qualche artista in particolare?

Ci sono stati diversi generi che mi hanno influenzato e molti che nel continuo studio e ricerca stanno dando una direzione sempre più definita al mio percorso. La mia anima risiede nella “Black Music” ed il rap ha sempre fatto un po’ da padrone in questo. Sul treno delle contaminazioni il rock è stata la prima tappa, per poi diventare un funky rock, per poi trasformarsi in soul/funk music attraverso artisti come Stevie Wonder, Luther Vandross, Musiq Soulchild etc…

Questo tuo singolo, che in radio non è il primo, è estratto dal tuo ultimo album autoprodotto, intitolato “PHABOLOOSE”,  che tu hai descritto come una tappa importante di un percorso di cambiamento… Ti va di spiegarci di che cambiamento si tratta nello specifico e, quali sono le aspettative di questo tuo nuovo viaggio, nonché quello che vorresti lasciarti alle spalle?

E’ una tappa importante in quanto è stato il mio primo disco auto prodotto, registrato completamente in casa con le mie forze e quelle di qualche collaboratore quale: Armando Diana, Giuseppe Fiori e Luca Balduzzi. Oltre alla fase di registrazione mi sono occupato di quasi tutta la parte del missaggio, investendo tempo e passione; questo non è stato facile in quanto lavorando a tempo pieno l’unico tempo da dedicare al progetto era la sera e questo significava rinunciare a serate con amici, compagna e famiglia, ma la mia necessità è fare musica e devo dire che non è stato ne un peso ne un sacrificio anzi dire che è stata una soddisfazione. Per quanto riguarda il Master invece ho demandato il lavoro a Suhan The Turner del BulletRec che ha la mia piena fiducia ed ammirazione. Ora mi piacerebbe addentrarmi ancora di più nel genere da me scelto perfezionando la tecnica tramite lo studio, ne sentirete delle belle 😉

fabien

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