ALFY KAIBA ESCE CON “ME NE INFISCHIO”

“Me ne infischio” è il nuovo singolo di Alfy Kaiba, al secolo Alfonso Venafro, che dal suo ultimo disco “Non cambierò mai”, ha estratto questo brano cantato assieme alla bravissima Francesca Giuliani. “Me ne infischio” è un pezzo di taglio prettamente pop, specie nell’inciso, dove sentiamo la voce soave di Francesca che si inserisce in un contesto molto sbarazzino…fischiettante appunto! Per quanto riguarda le strofe invece, abbiamo a che fare con un pezzo Rap, insomma qualcosa che insegue il filone della musica americana e l’abitudine di molti esponenti della scena Hip Hop, i quali, spesso e volentieri, inseriscono nelle loro basi una voce femminile che contrasti sia con l’andamento, che con la tonalità del brano.

Con un ritmo incalzante, che sfida quasi il reggae, e colpi di un sound un po’ retrò con qualche risvolto soul, Alfy kaiba prende di mira l’intera società ma, ad essere colpite nel segno, sono le singole componenti…siamo ognuno di noi, soggetti che avrebbero ognuno voce in capitolo, ma che preferiscono usare questa voce per criticare, per il resto, si zittiscono tutti o quasi, mettendo fine alla forza delle parole, che diventano solo contenitori vuoti di messaggi inconsistenti.

Leggo il giornale si, ma per il calcio, dopo mi lamento che il sistema è tutto marcio…” canta ironicamente Alfy: siamo bravi a giudicare il comportamento degli altri, la società nel suo insieme, ma quando poi è ora, noi singole persone, noi che potremo informarci per meglio capire, dal momento che “Riusciamo a giudicare cose che non riusciamo a capire…”, preferiamo starcene per i fatti nostri, far finta di essere interessati, ma soltanto per mera curiosità, per non perdersi quel dettaglio che potrebbe essere fondamentale, ma al momento di rimboccarsi le maniche, magari non per forza di farci sentire, di dire la nostra…semplicemente di ascoltare…preferiamo di gran lunga fischiettare. Non a caso il comune gesto del “fischiettare”, rappresenta proprio quell’approccio sereno e disincantato, quell’attitudine spensierata di chi è di buon umore, ma non per questo menefreghista. Qui però, a fronte di un originale e divertente gioco linguistico, il fischio diventa“infischio”: un salto di qualità per restare nell’ironia…Del resto, il confine tra l’essere completamente assorti su di noi- andando in giro fischiettando, assumendo quindi quell’aria di chi immerso su di sé- a chi tenta di distogliere l’attenzione da qualsiasi cosa lo possa distrarre, è un confine molto labile: l’usare un silenziatore di modo che attutisca i rumori che ci infastidiscono, i lamenti, è un modo comodo per scivolare nell’indifferenza più totale, e dunque nel menefreghismo dilagante: dal fischio…poco più in là “Me ne infischio”….

Sonia Bellin

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