HENRY NOVI: L’INTERVISTA

Abbiamo qui con noi Henry Novi, vero nome di Enrico Novello, il cui esordio coincide con il suo primo singolo THE BEST LOVE CRIME, già presente in tutti  i digital store e accompagnato da un videoclip  straordinario(https://www.youtube.com/watch?v=sFH3Dcg1VgA)

Benvenuto Henry..inziamo dal tuo nome d’arte, la cui origine deriva sia dall’appellativo cui era solita chiamarti tua madre da piccolo, sia da parte dei tuoi compagni di classe….al tempo delle medie…

Si esatto. Il mio nome d’arte è una combinazione di Henry e Novi. Henry deriva dal nomignolo che mia madre mi aveva affibbiato all’età di 5 anni, ovvero Henry Kissinger (il famoso politico e diplomatico americano). Lo usava perché già da subito aveva notato in me un’aria distinta e ricca di eleganza e manierismi oltre a una proprietà di linguaggio insolito per i bambini della mia età. Novi è invece il diminutivo del mio cognome Novello, con il quale mi chiamavano scherzosamente i miei compagni delle medie e del liceo. A loro piaceva usarlo proprio perché coincideva con il nome della grande marca di cioccolato italiano “Novi”. Devo ammettere che all’inizio questi nomignoli li trovavo stretti e un po’ fastidiosi, ma col tempo ho compreso che le persone che me li avevano dati provavano affetto per me e mi accettavano così com’ero, con le mie peculiarità. E di peculiarità ne ho molte.

La tua infanzia e la tua adolescenza è stata purtroppo contrassegnata da alcuni tragici episodi…nonostante tutto hai trovato la forza per rialzarti e la musica…ti ha dato il conforto necessario.

Si, nella mia infanzia e adolescenza ho sempre lottato contro il dismorfismo corporeo e il bullismo. Non riuscivo a riconoscere giorno dopo giorno la mia immagine allo specchio e non mi accettavo. Il bullismo non aiutava. Ero ad un punto fermo, scuro della mia vita. Mio padre in questo mi aiutava molto. Quando ero senza energie, non avevo amici con cui uscire e mi sentivo alla deriva, lui era pronto a essere lì per me. Mi portava a scuola in auto, per evitare i bulli in autobus, mi portava alle mostre scientifiche per permettermi di trovare i giusti stimoli e ricoltivare le mie passioni (da adolescente adoravo la Fisica e la Biologia), andavamo al cinema insieme a vedere i più stupidi film dai temi adolescenziali (come High School Musical). Quando si ammalò il nostro rapporto cambiò, io ero già all’ultimo anno dell’Istituto Marangoni e stavo per diplomarmi in Fashion Business. Lui era caduto nella spirale del cancro. Ormai indurito nel carattere e insofferente si era già allontanato da me prima ancora che ci lasciasse tutti nel 2018. È una cosa che non auguro a nessuno: vedere il proprio vecchio cambiare da dentro fino a perdere la persona che era ed era sempre stata. Era un padre saggio, arguto, razionale ma spiritoso, fondamenta di una famiglia che ora si sente ferita, senza un organo, quasi non cosciente. Dalla morte di mio padre attraversai il periodo più difficile della mia vita fino ad oggi. In un episodio forte e traumatico lasciai per un breve periodo la realtà, stavo per perdermi per sempre. Ero spaccato in due, da una parte la realtà sembrava abbandonarmi, dall’altra c’era un mondo impossibile, specchio di un parte di me che tutt’ora, anche dopo essermi ripreso, temo di ritrovare davanti agli occhi come uno dei miei peggiori incubi. Grazie alla riscoperta della musica che avevo abbandonato all’Elementari, ripresi il pianoforte che tanto mi era stato caro durante l’infanzia. Riscoprii le note, ma questa volta non mi limitai a studiarle: iniziai a creare mie melodie. E con le melodie arrivarono le parole, parole vere e che sentivo sempre più forti, che dovevano uscire. Per me tutto ciò era un recupero in simbiosi con una fonte di forza e resilienza. Usavo la musica e la scrittura e insieme ad esse risollevavo e purificavo le mie paure incavandole in un flusso creativo e di luce.

THE BEST LOVE CRIME, come ho ricordato in apertura, rappresenta il tuo debutto discografico ma anche te stesso in modo trasparente…quanto è difficile sapersi raccontare…?

Per me non è la prima volta che mi racconto, che sia tra le lacrime o tra le risate. I miei genitori, mie sorella: la mia famiglia è sempre stata lì dove avevo bisogno anche a centinaia di chilometri di distanza, anche oltremanica nel periodo in cui vissi a Londra con calde e frequenti videochiamate. Ho notato che con gli amici però riesci a poter esprimere sfaccettature della tua personalità che non si notano in famiglia. Tutto quello che ho vissuto è stato come attraversare la notte, a volte le luci ti indicano la via altre volte sono sono belle. E a me piace perdermi spesso, per questo quando mi racconto in un brano non metto solo emozioni ed esperienze personali, ma gioco con un mondo in cui poter interpretare e andare oltre a ciò che si conosce per raggiungere arte e bellezza. Arte e bellezza non sono solamente frutto di un mio percorso e quindi meramente soggettive, anzi. Queste fanno riferimento al mondo di tutti, alla vita che per quanto diversi noi siamo ci si presenta spesso inesorabile e senza mezze misure.

Per quanto riguarda invece l’etichetta e la produzione ti sei affidato a STAY RECORD e al fondatore Vincenzo Camporeale…com’è stato collaborare con lui e, come hai vissuto questa esperienza così intraprendete, dal punto di vista emotivo…?

Vincenzo è una persona molto cordiale, dedita al suo lavoro e sempre pronta a dare del suo in questo settore così bello, stimolante ma che definirei una vera è propria giungla. Un settore frenetico che produce anno dopo anno così tanti artisti, alcuni innovativi, alcuni talentuosi, altri persone semplici che come me vogliono essere se stessi ed essere ascoltati. Con la Stay Record sto iniziando un percorso e sento, guidato dal mio istinto, che porterà a buone soddisfazioni.

THE BEST LOVE CRIME ha una storia che non è solo interiore…una storia che ha anche fare con il passato e con un anno simbolico, ossia 1984, il titolo del noto romanzo di George Orwell…come mai questo riferimento ..da dove prende spunto…?

La canzone si ispira ad un mondo in cui tutto è sottosopra, in cui un regime totalitario ha preso possesso della società e anche della mente del protagonista. Così come in “1984” non esiste il libero arbitrio, così il protagonista della canzone non riesce a ritrovare se stesso e i suoi ricordi. Ma è lei, la ragazza dei suoi sogni che con il suo solo sguardo lo risveglia e lui riesce così a rintracciare i frammenti della sua memoria.

Il crimine di cui parli nel titolo è un crimine d’amore, messo in atto verso la ragazza protagonista del brano…un ballo infinito capace di ammaliare con la sola forza dello sguardo…

Esatto. Alla fine è il protagonista a commettere il crime perfetto: far innamorare la ragazza che ama con un ballo. Questo ballo è il miglior crimine d’amore (The best love crime), il crimine con il quale il protagonista ruba il cuore della sua amata in un ballo che va oltre i ricordi, oltre il momento, oltre la loro storia diventando universale.

E per finire, un’ultima domanda, prossimi progetti…?

E’ in arrivo a Settembre il mio prossimo singolo interamente in Italiano, scritto e composto da me. Il titolo è “Satellite”, un altro viaggio che toccherà anche questa volta il cuore ma con un animo meno melodico ed un mood più orientale e ritmato.

Sonia Bellin