Intervista a Giulia Grisetti

Oggi intervistiamo Giulia Grisetti

Ciao Giulia, puoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti! Mi chiamo Giulia Grisetti, sono una cantautrice romagnola, originaria di Ravenna.

Mi sono appassionata alla musica sin da piccola, l’amore per la musica mi ha avvicinata allo studio del canto e della chitarra.

Nel tempo, ho avuto l’occasione di interpretare un vasto repertorio di tutti i generi musicali – pop, rock, funky, soul, blues, dance, etc. – e di esibirmi con diverse Band, in Emilia Romagna e in altre località italiane.

Sono stata ospite a puntate televisive locali e ad eventi teatrali, in qualità di cantante sia solista che corista. Ne cito alcuni.

Nel 2012 sono stata ospite al Teatro Comunale Masini di Faenza, nello spettacolo “Una voce per l’Anffas” e al Teatro Rasi di Ravenna, in un concerto dedicato alla lirica e alle canzoni di successo.

Nel 2013 ho cantato ad “Hair for Love”, evento di moda e musica, presso le Artificerie Almagià di Ravenna. Nel marzo dello stesso anno, ho avuto l’onore di salire sul palco del Naima a Forlì in “Woman, la musica e le parole delle donne”, progetto sfociato nella pubblicazione di un disco contenente i brani interpretati, durante la serata, da tutte le voci presenti. Una settimana dopo, sono intervenuta al Teatro Socjale di Piangipane nell’evento “I ragazzi in: A volte ritornano!”.

Durante l’estate dello stesso anno, in diverse occasioni, ho avuto il piacere di esibirmi come cantante solista nella Band del noto trombettista Stefano Serafini. Nel dicembre 2013 ho cantato, ospite, insieme ad altri artisti, durante la presentazione del libro di Vince Vallicelli, storico batterista della scena soul blues italiana, presso la Vecchia Stazione a Forlì.

Nel 2014 ho cantato, al Teatro Socjale di Piangipane, nello spettacolo “Women’s Choice”.

Pochi giorni dopo, il 23 marzo 2014, ho partecipato, come corista, alla presentazione del disco “COF” di Manuel Auteri, al Teatro Comunale di San Giovanni in Persiceto (Bo).

A maggio dello stesso anno, mi sono esibita al Bravo Caffè a Bologna, in apertura del concerto della Duke Ellington Orchestra, insieme a Vince Vallicelli, Pippo Guarnera e ad altri artisti del panorama blues emiliano romagnolo.

Nel frattempo, ho conseguito la Laurea in Giurisprudenza, dopo la quale ho continuato a portare avanti altri impegni di studio e di lavoro.

Nel 2014 ho iniziato un percorso discografico, prodotto dall’etichetta bolognese San Luca Sound.

Ad aprile dello stesso anno, è uscito il mio singolo inedito “Ogni giorno vuole (che rinasca il sole)”, di cui sono autrice ed interprete, e di cui ho composto la musica insieme a Renato Droghetti; nel brano suonano le chitarre di Luca Longhini e di Manuel Auteri.

Ogni giorno vuole (che rinasca il sole)” è un brano pop scritto in lingua italiana, con cui ho voluto lanciare un messaggio di speranza e di coraggio nella ricerca individuale della felicità interiore.

Il pezzo è entrato subito in rotazione in diverse radio italiane e nel maggio 2014, è uscito il relativo videoclip. Se vi va di ascoltare “Ogni giorno vuole (che rinasca il sole), mentre vi guardate il video, vi lascio il link:

Da quel momento, ho intrapreso un periodo intenso di produzione e scrittura, scaturito da un mio bisogno profondo di esprimermi e di dare forma a progetti nuovi.

A maggio 2018 è uscito, sotto l’etichetta discografica bolognese San Luca Sound, il mio primo LP, “The Ordinary Way Of Stealing Samples”, una raccolta di dieci brani inediti in lingua inglese e due cover rivisitate. Sono autrice ed interprete dei brani contenuti nell’Album e ne ho coprodotto la musica insieme al noto pianista e arrangiatore Renato Droghetti. Il disco ha avuto il grande piacere di ospitare le chitarre di Pietro Posani in numerose tracce.

Ci puoi raccontare come è nato “The Ordinary Way Of Stealing Samples”?

The Ordinary Way of Stealing Samples” è nato come nascono tutti i dischi, ossia dal bisogno di esprimere riflessioni, emozioni, storie di vita vissuta e spaccati di vite altrui.

Ho sempre amato scrivere, sebbene a volte non sia così facile, richiede coraggio perché se fatto sinceramente, obbliga a tirare fuori se stessi, permettendo alle emozioni che portiamo dentro di mettersi sfacciatamente davanti ai nostri occhi senza mezzi termini e di parlare agli senza tanti convenevoli. E’ un’esperienza emotivamente forte.

Negli ultimi due anni ho visto accadere attorno a me tante cose che non mi sono piaciute affatto e ho sentito la necessità e anche il dovere di pronunciarmi e di dire la mia su alcuni meccanismi della società odierna, per invitare la gente a riflettere e per dare un rinforzo alla voce di tante persone che non vengono ascoltate.

E’ nato così the “Ordinary Way Of Stealing Samples”, il mio primo LP, una raccolta di dieci brani inediti in lingua inglese e due cover rivisitate.

Il titolo dell’Album, con ironia, lancia una provocazione nei confronti di alcuni aspetti della società odierna, tra i quali, la mancanza di autenticità, la massificazione che addormenta le menti e la tendenza all’omologazione. E’ un invito all’introspezione, alla conoscenza e al rispetto di se stessi.

I brani dell’Album toccano molti temi, tutti collegati da un filo conduttore, richiamato dal titolo.

In “FM A14” lancio un attacco alla politica, all’uso maniacale e ossessivo dei social network, alla ricerca del potere e al terrorismo, e più in generale alla superficialità che porta le persone a mancarsi di rispetto e a calpestarsi a vicenda pur di raggiungere i propri obiettivi. “Like There’s No Tomorrow” è invece un inno alla vita che troppo spesso si dà per scontata. “Time Out” lancia invece un messaggio combattivo e di speranza nella realizzazione di sè e dei propri sogni. “A Wave” sottolinea l’importanza dell’amore che ci fa conoscere il divino, la parte più profonda di noi. “All My Wannas” esorta alla vera conoscenza di se stessi da cui deriva il rispetto di sè e degli altri. “Infinite Days” parla dell’amore nella sua connotazione più profonda. “O T A K U” analizza le malattie da pc, la perdita di contatto con la realtà e lo sviluppo di dipendenze da tastiera. “My Intention” invita le persone più fragili e sensibili a non permettere agli altri di spegnere la loro luce, è un pezzo che tocca criticamente temi come la bulimia, la violenza sulle donne, l’alcolismo e la depressione. “Music Is My Guide” è una dedica alla musica. “Bombs Away” affronta il tema della guerra, del terrorismo e della natura umana. Infine ci sono le due cover: “How Soon Is Now” dello storico gruppo dei The Smiths, parla della storia di un individuo e del suo bisogno, come tutti gli esseri umani, di essere amato. “Where is My Mind”, pezzo dei Pixies, si ispira ad un’immersione subacquea nel Mar Dei Caraibi ed è stato riarrangiato in chiave più intima piano voce, come fosse una ninna nanna.

The Ordinary Way Of Stealing Samples” è un LP sperimentale, che affonda le sue radici nel pop, per poi esplorare vari generi musicali e dare voce a chitarre, sitar, archi, basso, batteria, percussioni, pianoforte, tastiere e strumenti elettronici.

Si tratta di un Album pieno di contrasti e di intrecci musicali, che mescola il pop all’elettronica, venature indie e alternative rock a influenze funky, mood orientali a sfumature dance. Il tutto, arricchito da qualche richiamo all’industrial, volées sinfoniche, pennellate dark wave, una spolverata grunge e un tocco di psichedelia pop.

La voce è, a tratti energica ed esplosiva, talvolta metallica e dark, sovente dolce e melodica. L’insieme si fonde con un’antifonia di cori, suoni a ripetizione ciclica e loop velatamente ipnotici, in un alternarsi di ritmi incalzanti, melodie andanti o moderate e ballads malinconiche.

COPERTINA 1440

Un tuo parere sui talent?

Io non critico né metto al primo posto nessun percorso, ognuno ha il proprio.

Ciascuna strada ha i suoi pro e contro.

Non so dirti se mi piacerebbe far parte di un Talent o meno.

Certo è, che gli artisti che sono stati riferimento della mia infanzia e adolescenza, erano quelli che portavano la musica al pubblico girando per il mondo e salendo su tanti palchi, con fatica e sudore. Ho sempre ammirato la versione più bohemien dell’artista, che si fa il mazzo, che è un grande comunicatore, che vive solo della sua voce e della sua chitarra e del contatto con la gente che ha di fronte.

Un tempo, c’era la gavetta, quindi andavi nei locali, ti presentavi e giravi proponendo la tua musica.

Oggi molti colgono al volo le scorciatoie, anche se a volte le strade brevi non ripagano ed hanno alle spalle troppi compromessi, inaccettabili per un vero artista e per chi ama profondamente la musica.

Oggi come oggi, l’industria discografica è in crisi rispetto al passato.

Purtroppo quasi nessuno compra più dischi e questa è l’era degli YouTuber.

I talent sono un ottimo bacino di visibilità, per farsi conoscere e per diffondere la propria musica. Ti rendono visibile nel giro di poco da tante persone, ma la velocità con cui ti regalano qualcosa è spesso la stessa con la quale te la tolgono. Sono dei bei contenitori anche se a volte un po’ vuoti e costruiti. Ci sono artisti che, pur di “riuscire”, rinnegano chi sono, se ne dimenticano. Apparire in tv aiuta, ma a cosa può portare ,se poi non si fanno i dischi e i concerti come un tempo?

Al di là dei diversi percorsi, comunque, ciò che dovrebbe importare non è il successo, ma la gioia di potersi esprimere attraverso la musica che sia di fronte a dieci persone, a cento, a migliaia o sotto la doccia.

La libertà artistica è la cosa più importante, sennò l’arte dove va a finire?

Fare musica è un’arte, non dev’essere come lavorare in linea di confezionamento.

Poi, è ovvio, che se una passione riesce a diventare un mestiere e la propria musica arriva a milioni di persone anziché a sole cinque, benissimo, meglio ancora! Ma senza che questo vada a discapito della propria libertà di espressione.

Non siamo pacchetti di biscotti sullo scaffale del supermercato, non siamo plastilina da mettere nelle mani di qualcuno perché gli dia la forma che vuole, non siamo marionette in mano ad un burattinaio, ma siamo persone, ognuna con una propria anima e una propria personalità, e questo non bisogna dimenticarlo mai.

La cosa bella è incontrare qualcuno che ti aiuti a tirar fuori i tuoi punti di forza, facendo le scelte giuste, ma senza snaturarti.

Ci sono scelte più commerciali, altre lo sono meno. Ci sono produzioni artistiche che richiedono più cultura musicale per essere comprese ed altre che fanno breccia anche sull’ascoltatore medio. Canzoni più o meno orecchiabili. Si può parlare di musica ben fatta e di musica meno buona, mentre il bello e il brutto sono solo gusti. Non credo si possa più nemmeno discernere tra musica indipendente e musica che non lo è.

Ci sono i personaggi e le persone genuine, i prodotti e i veri artisti.

Il top sarebbe continuare a poter essere D.O.C., il prodotto di se stessi, della propria “terra”, ricevendo consigli giusti da qualcuno che crede veramente in te, accompagnandoti in un percorso di crescita artistica, e permettendoti di fare dischi, concerti e di vivere della tua musica.

Secondo te in che stato di salute si trova la musica?

La musica in Italia non sta avendo un’evoluzione da tanto.

Cerco sempre di tenermi aggiornata su tutto, per capire come gira l’industria musicale, seguo qualche talent, Sanremo, ascolto tanta musica, di artisti già noti al grande pubblico e di artisti emergenti. Ho i miei gusti e il mio modesto parere.

Però in Italia c’è troppa poca cultura musicale.

La musica è in secondo piano, conta di più essere personaggi, incuriosire, a volte lanciando anche messaggi sbagliati.

Quando accendo la radio mi sembra di tornare indietro nel tempo e di avere sedici anni, quando ascolto Sanremo mi sembra di essere ferma agli anni ‘60, invece per quanto riguarda i talent, spesso vedo solo ragazzi confezionati come prodotti in panni che non gli apparterrebbero se non fossero passati di lì. Quando però a metterci lo zampino è qualcuno di competente, ho visto uscire dei gran bei lavori anche dai talent.

E’ una cosa bella essere prodotti da qualcuno che ti sappia indicare la giusta direzione e consigliare, a patto di non essere parcheggiati o plasmati o snaturati.

Al di là di questa stasi, esiste un sottobosco musicale di produzioni artistiche che si stanno facendo spazio nel tempo, c’è fermento e voglia di cambiamento, ci sono altri canali. E’ importante che venga valorizzata la buona musica, al di là che sia del mainstream o che sia indipendente, anche perchè ormai questa distinzione non ha più senso di esistere.

Io sono felice di poter sperimentare, di potermi aprire a tutti i generi che meglio esprimono ciò che ho da dire. I dischi nascono in base all’evoluzione personale. E credo che dovremmo sempre essere in continua evoluzione. Questo per via della fetta di vita che ci portiamo sulle spalle, delle esperienze, dell’età, della maturità, delle emozioni che viviamo. E’ dunque per me impensabile scrivere ora ciò che scriverò tra due anni o fra dieci. Nel tempo, cambierà la forma della mia scrittura ed anche i contenuti, così come il taglio dei suoni.

I tuoi ascolti?

Io ho sempre divorato ogni genere di musica e in gran quantità, quindi faccio fatica ad essere sintetica nel dare questa risposta. Ho sempre assorbito come una spugna tutto ciò che le mie orecchie hanno sempre amato ascoltare, fin da bambina.

I riferimenti per me sono sempre stati tanti, difficili da enucleare in un elenco ristretto, ma giusto per nominarne alcuni: Afterhours, Bluvertigo, Carmen Consoli, C.Donà, Lucio Dalla, Jovanotti, Daniele Silvestri, Vasco. E ancora: Arctic Monkeys, Bjork, Blur, Bonobo, David Bowie, Coldplay, Daft Punk, Deep Forest, Depeche Mode, Doors, Duran Duran, Eminem, Jamiroquai, Jefferson Airplane, Jennifer Gentle, Joy Division, Iggy Pop, Interpol, Madonna, Massive Attack, M.Jackson, A.Morisette, Muse, Nine Inch Nails, Oasis, Patty Smith, Pearl Jam, Phoenix, Pixies, Portishead, Radiohead, Tina Turner, Skunk Anansie, Rihanna, Stevie Wonder, Sia, Strokes, The Cure, The National, The Police, The Smiths, Tori Amos.

Progetti futuri?

L’Album è uscito il 15 maggio scorso e potete trovarlo su tutti i Digital Store (Amazon, iTunes, Apple Store, Google Play, Spotify, etc.) per ascoltarlo e per comprarlo.

L’intenzione è quella di farlo conoscere ed ascoltare a tante persone, e dunque di promuoverlo.

E’ prossima anche la realizzazione del primo videoclip dell’LP, non posso rivelare ancora dove verrà girato e a quale brano si riferirà, ma non vedo l’ora!

Lavori in corso anche per la creazione di un format live per portare in giro l’Album e farlo conoscere al pubblico.

Per il resto, sono in arrivo tante altre sorprese e novità. C’è già altro materiale su cui continuare a lavorare, tante idee in testa e molta voglia di partorirle. Il mio desiderio è continuare a farlo e cercare di far sì che la mia musica parli al cuore delle persone.

I tuoi contatti?

Potete seguirmi sulle Pagine Fb, Instagram e Google Plus.

FB OFFICIAL PAGE : http://bit.ly/GiuliaGrisettiMusic

INSTAGRAM OFFICIAL : http://bit.ly/giuliagrisetti

GOOGLE + : http://bit.ly/GiuliaGrisettiGoogle

E mi raccomando, iscrivetevi al mio canale YouTube e ascoltate il disco su Spotify

YOU TUBE : http://bit.ly/GiuliaGrisettiVideo

SPOTIFY (Link Artista): https://spoti.fi/2k0co3w

Se volete comprarlo (a me fa molto piacere) potete farlo negli Store Digitali, come Amazon, iTunes, Google Play etc.

AMAZON: https://amzn.to/2IJeFy6

APPLE STORE/iTUNES: http://bit.ly/GiuliaGrisettiAlbum

GOOGLE PLAY: http://bit.ly/GiuliaGrisettiLP

Grazie mille per il tempo dedicatoci e buona musica

2 Replies to “Intervista a Giulia Grisetti”

  1. Brava Giulia continua così! Hai talento e andrai lontano con la tua passione. Dalla tua tra provengono artisti strepitosi per esempio Laura Pausini. E tu Giulia cosa ne pensi a riguardo? E Lei autore? complimenti per la formazione e stesura perfetta dell’intervista.

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