L’INTERVISTA AI MONARKAOTIKA

Da qualche settimana in radio con il loro singolo “RIDI DI ME” con la freschezza di un punk rock innovativo e accattivante simile al volo di una farfalla, che posa i suoi colori su un caos rispondente soltanto all’ordine dell’armonia musicale: ecco come i MONARKAOTIKA, uniscono nel loro nome due concetti -il governo del caos e la farfalla monarca- così diversificati ma allo stesso tempo così perfettamente in sintonia con il loro intento creativo. Marco Di Turo (voce), Luca Palminteri (chitarra); Gianni Di Roma (basso) e Michele Marzulli (batteria): ecco i componenti della band a cui rivolgiamo direttamente qualche domanda…

Come ho anticipato, già dal vostro nome si intuisce un innato senso della creatività, la quale poi si riversa nei testi e nella musica. Prova ne è anche la scelta di gettarvi fin dall’inizio in brani inediti, senza ricorrere alle cover, per proporre invece la vostra musica e le vostre canzoni. C’è quindi alla base un’esigienza di esprimere il vostro universo monarkaotiko, qual è l’approccio che permette di esprimere tale creatività, da cosa scaturisce.. e come si concilia tale esigenza in un mondo ormai omologato e quasi esente dalla da ‘espressione personale?

I Monarkaotika hanno scelto sin dall’inizio della loro nascita, di far musica propria. Vari i motivi. Complici i nostri gusti disparati, ma nello stesso tempo simili, era difficile trovare qualcosa che ci rappresentasse come cover comune. Siamo poi lontani dall’idea di coverband, anche perche’ questa mania ha ucciso la creatività nelle band che oggi danno forza al fenomeno. Noi, essendo “monarkaotici” le cover non le vogliamo fare. Poi le idee che abbiamo sono così tante che vogliamo CREARE qualcosa di continuo, non abbiamo il tempo neanche di pensarlo. Il fatto di essere cresciuti insieme, educati insieme, ha creato un’ unicità in noi, nella sua complessità, che ha fatto fuoriuscire quel qualcosa, che si può appunto definire MONARKAOTIKO. Abbiamo una gran voglia di esprimere il nostro punto di vista, in questa società dove e’ quasi diventato un problema il dire la propria, mi riferisco in modo particolare ai talent, come a tutte tutte quelle trasmissioni musicali dove ormai si è alla ricerca del “personaggio passeggero”. Un tempo c’era bisogno di qualcuno che ci portasse sulla dritta via, con le proprie canzoni, pensieri, messaggi. Oggi vediamo COSTRUIRE (non creare!) i personaggi da altri.

Il vostro singolo RIDI DI ME, è punk sia nello stile musicale che nello spirito vero e proprio: si respira una fresca aria rigeneratrice e quell’ entusiasmo tipicamente giovanile che sembra voler risvegliare da un dormiveglia generale, un sistema e una pratica di pensiero ormai imprigionati nell’automaticità… è a questo quindi che corrisponde il vostro intento di un modello affidato al caos.. non il disordine , quanto piuttosto il creare da sé, autonomamente il proprio ordine?

In un tempo dove non esiste la normalità, dove ormai tutto si vive d’istinto, l’ordine lo ritrovi nel tuo DISORDINE.  La trasgressione e’ nell’essere normali. “RIDI DI ME” e’ l’ inno di chi vuole , a differenza di chi si accontenta, andare avanti . Sarebbe facile restare fermi e adeguarsi in un sistema fermo. “RIDI DI ME” è un dire: «Io produco, Io vado avanti!»

Certamente il vostro stile musicale, come il vostro approccio alla scrittura è quanto mai originale, viaggia libero pronto a cogliere qualsiasi ispirazione, ma c’è qualche band o realtà musicale che nello specifico vi ha ispirato anche a intraprendere il vostro percorso, influenzando le vostre composizioni e il vostro stile?

Gli stili musicali, alla fine ci accomunano tanto. Sono le sfumature che cambiano e ci distinguono tra di noi. 

Io MARKO, ho sempre amato il rock anni 90 italiano, non mettendo da parte il grunge di Seattle e il rock in genere

GIANNI: Adoro tutta la musica…soprattutto il suono della pioggia unito al suono dei miei passi; Un grazie a tutte le rock band per aver vestito la mia anima.

LUCA: Molti gusti sono simili, ognuno poi si distingue nell’avere la sua specifica impronta E’ proprio qui che si fonde e si crea il sound “monarKa”.

Attualmente in radio è in rotazione il singolo RIDI DI ME, tuttavia è’ già passato all’interno del format SUPERMARKET il brano ORA, dal quale si captano immediatamente sonorità più cariche ed energiche di decisa impronta rock; un testo anche questo in cui si appella ad una libertà di pensiero, di un voler stare fuori dalle regole. Un testo che vuole richiamare l’attenzione a quella libertà di pensiero e di voler star fuori dalle regole, senza tener minimo conto di quanto “riderà la faccia della gente.” Così il tema di “ORA” si lega direttamente a RIDI DI ME preannunciando quasi un concept album, legato a sua volta al concetto alla base della band…è questo un po’ ciò che si potrà ascoltare nelle altre vostre canzoni?

Le canzoni in generale racchiudono proprio la rabbia che la musica trasmette. C’è sempre un ritorno di pensiero, un ritorno alla follia e una voglia di libertà, da “cosa” poi, non si sa neanche. La libertà di spirito, la voglia di raggiungere sogni abbandonati nel tempo, che quando meno te lo aspetti, poi ritornano sempre. La vita e’ un sogno per noi.

Voi siete una band nella quale non c’è un leader specifico e ogni componente è in una posizione di totale parità, dopo vari cambiamenti della line up del gruppo, voi 5 (Marco Di Turo, Luca Palminteri; Gianni Di Roma e Michele Marzulli) siete arrivati ad essere gli attuali e stabili componenti della band. Già dal singolo con cui vi presentate al pubblico-scritto da Marco di Turo e composto da Luca Palminteri e Gianni Di Roma- si evince quanto la creatività appartenga ad ognuno di voi nello specifico, come coniugate quindi le differenti espressioni identitarie che vi appartengono, in quanto band?

Quattro parole sole. Follia, libertà, creatività, rabbia. Noi siamo questi. E i monarka musicalmente vogliono rappresentare tutto ciò. Ne abbiamo passate un bel po’, tra confronti che ne sono passati tanti, e come succede sempre, non tutto rimane, ma e’ servito. La monarka e’ stata sempre esigente perché ci ha voluto sempre bene. Come citiamo nel brano ORA: ‘non soffriamo più la vertigine perché non abbiamo più paura di cadere’.

Sonia Bellin

inter mona

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