NETRI E LAREDO: L’INTERVISTA

Qualche domanda rivolta ai NETRI E LAREDO, rock band tutta italiana, ma dai chiari rimandi internazionali in termini di sonorità alternative, che non disdegnano però, la storia del rock italiano. I NETRI E LAREDO nascono nel 2015, su suggerimento di Federico Poggipollini (chitarrista di Litfiba e Ligabue), dall’unione del cantante Riccardo Netri e dei musicisti Simone ManescalchiDaniele Bulleri e Roberto Ferretti

 

  1. Nella prima strofa  colpisce una sorta di costruzione poetica, quel “silenzio sordo”, l’accostamento di due parole, che mette in risalto il significato del  Silenzio rendendolo quasi palpabile…. Un accostamento molto evocativo nell’esprimere quella sensazione che ci trasmette proprio il silenzio, il quale nel suo non parlare, è più loquace di qualsiasi voce o rumore…

Esattamente!!! Certe volte il silenzio è più assordante di uno sparo, questo perché, è specialmente nei momenti di solitudine e di silenzio che la nostra mente viaggia attraverso pensieri e situazioni vissute che ci hanno segnato e che di conseguenza ci riportano a determinati ricordi, alle volte pesanti ed altre più piacevoli, che non ci lasciano in pace. Ed è in quel momento che ci si rende conto di quanto può essere assordante il silenzio.

 

2)E sembra che sia proprio questo “silenzio sordo”, dove siamo solo noi con i nostri pensieri, ad innescare questo percorso di autocoscienza…

Credo che la spinta vera e propria per cambiare la propria vita e prendere atto del cambiamento possa venire solamente da dentro di noi. Ad un certo punto, una persona deve prendere coscienza di ciò ché  vuole essere e di che cosa vuole diventare. Questo è un percorso che ognuno di noi deve fare da solo.

A chi non è successo di andare a dormire e rimanere svegli senza avere pace per i pensieri che si affacciano nel silenzio della notte?

Alla fine il senso della canzone è proprio questo.

 

3)La frase nella seconda strofa “Ora sto seduto qui, solo con i miei fantasmi, la mia vita sta bruciando in fretta, quello che ho sognato e che non ho…” fa capire quanto il “non vissuto” in realtà, sebbene invisibile proprio come un fantasma, sia però presente; Le scelte mancate, diventano interrogativi che, nel momento in cui ci guardiamo dentro, ci poniamo di continuo, quando il buio ci attraversa lo sentiamo e lo vediamo lì dentro di noi…osserviamo questi tratti del nostro vissuto sconosciuti…

La vita è fatta di scelte, giuste o sbagliate che siano. Dobbiamo prenderne atto ed assumerci le nostre responsabilità. Di solito quando le cose vanno per il verso giusto non ci preoccupiamo di niente, ma quando una scelta sbagliata porta ad una situazione difficile o un risultato inferiore alle nostre aspettative inizia una riflessione e la domanda che si presenta è sempre la stessa:

“SE INVECE AVESSI FATTO DIVERSAMENTE?”

Questo è un tema che si ripropone in molte nostre canzoni, perché siamo noi in primis che ci poniamo questi interrogativi. Se la rotta che abbiamo intrapreso è giusta, se le nostre scelte hanno un senso oppure no ecc… Questo per dire che quel buio di cui tu parli è sempre in agguato in un angolo della nostra coscienza ed è molto semplice esserne avvolti.

 

4)Le sonorità del pezzo possono dirsi più che mai internazionali, tuttavia, per questo vostro nuovo progetto, anche per segnare un distacco con il precedente in cui Riccardo Netri, scriveva in inglese, avete scelto l’italiano… si tratta di un modo di far arrivare il messaggio direttamente alla gente che vi ascolta, o si tratta piuttosto di un ripristinare quel rock italiano, che ha avuto tanta fortuna negli anni 90 e prima ancora negli anni 70…inseguirne la scia, rinnovandolo, come dimostra questo singolo, con una vostro personale apporto?

Direi entrambe le cose, nel senso che da un lato vogliamo arrivare in modo più diretto alle persone che presteranno ascolto alle nostre canzoni mentre dall’altro vorremmo in qualche modo scrivere un nuovo capitolo della musica rock italiana, che mai come adesso sta soffrendo l’egemonia di musica senza arte ne parte che passa continuamente in radio. La nostra musica si rifà molto a quella di inizio anni 90′ quando hanno cominciato i NEGRITA ed i RATS. L’obiettivo è di dare una nuova veste a questo genere e cercare di farlo arrivare al maggior numero di persone possibili.

 

5)Recensendo PER NIENTE FACILE ho accennato a come la timbrica di Riccardo Netri, ricordi molto quella del cantante de LE ORME… che poi rappresentano a tutti gli effetti il progressive rock italiano dei primi anni 70…Quali sono in generale le realtà musicali, italiane e non, a cui vi ispirate e che hanno influenzato il vostro stile?

Innanzitutto grazie per i complimenti, Le Orme sono una grandissima band e francamente il prog italiano degli anni 70 non aveva niente da invidiare a quello dei colleghi esteri ben più blasonati. Detto questo, il nostro stile per quanto riguarda il panorama italiano, si rifà molto ai Negrita, alla Steve Rogers Band ed al Ligabue di ” Sopravvissuti e Sopravviventi”. Per ciò che riguarda l’estero, l’ispirazione viene direttamente da Bryan Adams e Bruce Springsteen, tutta gente che fa rock con la pancia e con il cuore. Tra le nostre ispirazioni non vanno dimenticati gli Aerosmith ed i mitici Ramones.

 

6)Ci sarà anche un album dietro questo singolo? E se sì, quali sono i temi che saranno affrontati, e quale tipo di sound ci dobbiamo aspettare?

Assolutamente si!!! In questi giorni stiamo ancora lavorando in studio al nostro primissimo album in italiano che si chiamerà SOGNI DI PERIFERIA e che oltre al nostro singolo “Per niente facile” conterrà un pugno di canzoni scritte in questo anno e mezzo, spaziando dal rock più stradaiolo fino ad arrivare ad alcune ballate sognanti, passando da sfumature punk e alternative rock. Siamo entrati in studio con la voglia e lo spirito di fare qualcosa senza porre nessun limite alla nostra creatività. Per ciò che riguarda i temi affrontati dalle canzoni, ci sono classiche storie rock di amore, sesso, libertà, sogni, rivalsa verso la vita, evasione dalla realtà…il tutto visto e raccontato in modo alle volte serio ed onesto ma anche in modo scanzonato ed ironico…alla fine è solo rock n’roll.

Sonia Bellin

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